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di me per quella che meco piangia,

con ciò sia cosa che le parole che seguitano

Elli era tale a veder mio colore,

l'altra chiamo anima, cioè la ragione;

lo quale narra di lei come la sua vertude adoperava ne l'altre,

e però no li ven di pianger doglia;

e sì forte era la mia imaginazione,

E riguardavano quello che io facea; e secondo che me fu detto poi,

diventan ne lo cor sì angosciosi,

Questo sonetto non divido, però che assai lo manifesta la sua ragione.

Era venuta ne la mente mia

la quale parea che tirasse le lagrime fuori de li miei occhi per la sua vista.

Ma qual ch'io sia, la mia donna il si vede,

e la ragione anima, assai è manifesto a coloro a cui mi piace che ciò sia aperto.

Questa ultima parte si divide in tre:

secondo Tolomeo e secondo la cristiana veritade,

mi partio dinanzi da li occhi di questa gentile;

così come se io fosse stato presente a questa donna.

e le parole ch'om di lei pò dire

e comincia questa parte quivi: Partissi de la sua.

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cio è per loro medesime;
avvegna che paia l'una e l'altra per una persona detta,
"Deh, consoliam costui,"
E poco dopo queste parole,
onde io, ancora lagrimando in questa desolata cittade,
propuosi di fare uno sonetto nel quale mi lamentasse alquanto,
ne la seconda mi lamento io,
e quand'io l'avea scorta,
Questa parte si divide in tre:
Questa parte si divide in due:
Poi che li miei occhi ebbero per alquanto tempo lagrimato,
e dissi questo sonetto, lo quale comincia: Deh! peregrini che pensosi andate.
ché Amore non è per sé sì come sustanzia,
e localmente mobile per sì, secondo lo Filosofo,
e d'onne consolar l'anima spoglia,
cominciai allora una canzone,
ché li tormenti che tu porterai
come io fui levato d'una vana fantasia da certe donne,
ché forse pensano de li loro amici lontani, li quali noi non conoscemo".
A me parea che questi angeli cantassero gloriosamente,